Chi muore davvero nel finale della quinta stagione di Stranger Things

Il gran finale divide i fan tra sacrifici, illusioni e un addio che fa male sul serio

La domanda che ha fatto tremare mezzo internet finalmente ha una risposta, ed è più contorta di quanto ci si aspettasse. Il finale della quinta e ultima stagione di Stranger Things non è una semplice lista di morti ammazzate, ma un gigantesco gioco mentale che ti prende a schiaffi emotivi fino all’ultimo secondo. Altro che finale pulito: qui si piange, si discute e si litiga ancora per anni.

La battaglia finale contro Vecna è totale, sporca, disperata. Hawkins è sull’orlo dell’annientamento, il Sottosopra non è più solo un posto inquietante ma un sistema collegato a qualcosa di ancora peggiore: l’Abisso. E quando capisci che per fermare tutto servirà un sacrificio, il culo inizia a stringersi forte.

Attenzione sicarios, da qui in poi si va dritti negli spoiler senza freni.

Chi muore davvero nell’episodio finale

La morte più pesante, quella che ti resta nello stomaco, riguarda Undici. Nel finale intitolato The Rightside Up, El decide di sacrificarsi per spezzare definitivamente il ciclo degli esperimenti governativi che usano il sangue per creare bambini con poteri paranormali. Un sistema marcio che parte da lontano e che, se non fermato, continuerebbe all’infinito.

La cosa bastarda è che non vediamo mai la sua morte sullo schermo. El resta nel portale verso l’Abisso mentre gli altri tornano nel mondo reale. Per la banda di Hawkins è un addio definitivo. Nessuna reunion, nessun abbraccio finale, solo assenza. Ed è proprio questo che fa più male.

Ma Stranger Things non sarebbe Stranger Things senza una coltellata emotiva extra.

Mike racconta agli altri che tutto ciò che hanno visto potrebbe essere stata un’illusione creata da Kali. Secondo lui, El è viva, è riuscita a fuggire, ma deve restare nascosta per sempre. I fratelli Duffer fanno una scelta cattivissima e geniale: il destino di Undici viene lasciato all’interpretazione dello spettatore. È viva? È morta? Esiste solo nel ricordo? Decidilo tu e soffri di conseguenza.

Le morti confermate e senza scampo

Qui non si scappa, niente illusioni, niente ambiguità.

Kali, la “sorella” di El, viene uccisa brutalmente dagli uomini della dottoressa Kay. La sua morte serve da detonatore emotivo e narrativo: è lei a spiegare a El che l’unico modo per fermare davvero il sistema è spezzarlo dall’interno, anche a costo della propria vita.

E poi c’è lui, il pezzo grosso.

Vecna muore. Finalmente. Dopo stagioni passate a incasinare vite e dimensioni, viene affrontato in uno scontro finale devastante. El e Will uniscono i loro poteri per immobilizzarlo, ma a mettere il punto finale è Joyce, che lo decapita con un’ascia. Una scena violenta, liberatoria, quasi primordiale. Non è l’eroe classico a vincere, ma una madre stanca di vedere il mondo a pezzi.

Chi sopravvive e cosa resta davvero

La banda di Hawkins torna nel mondo reale, ma trova ad aspettarla la dottoressa Kay, chiaro simbolo di un governo che non ha mai smesso di fare schifo. Il portale verso l’Abisso viene distrutto con una bomba, ma il prezzo è altissimo.

Nell’ultima scena, i ragazzi giocano a Dungeons & Dragons. Mike racconta la sua versione dei fatti, dicendo che El è da qualche parte, lontana, al sicuro. La vediamo camminare in un paesaggio meraviglioso, irreale. Realtà o illusione? Non conta. Conta quello che rappresenta.

Come ha detto Ross Duffer, per la banda di Hawkins El continua a vivere nei loro cuori, che sia reale o no. Ed è una chiusura coerente, dolorosa, ma onesta. Stranger Things non finisce con un lieto fine perfetto, finisce con una cicatrice. E forse è giusto così.

La quinta stagione di Stranger Things è disponibile ora su Netflix e sì, questo finale farà discutere ancora per un bel po’. Tu da che parte stai, sicario: El viva o El sacrificata per sempre?