Se 600 ore vi sembrano tante preparatevi perché qui si parla di un mostro post atomico che non vuole farvi staccare le mani dal pad
Dopo anni di silenzio radioattivo, attese infinite e speranze appese a un cazzo di filo spinato, Bethesda torna a far parlare di Fallout 5. Non con un trailer, non con una data, ma con una dichiarazione che fa girare la testa come un colpo di fucile a pompa: l’obiettivo è tenere i giocatori incollati al gioco per fino a 600 ore. Sì, hai letto bene, seicento ore di radiazioni, missioni, rotture di coglioni e dipendenza pura.
A sganciare la bomba è stato Emil Pagliarulo, direttore del design dello studio, che ha detto chiaramente di voler creare un’esperienza non da 20, non da 100, ma da 200, 300, 600 ore. Non un giochino da weekend, ma una cazzo di seconda vita nel deserto nucleare.

Fallout 5 non arriverà presto e questa è la parte che fa bestemmiare dentro, ma non sorprende nessuno. Bethesda è totalmente assorbita da The Elder Scrolls VI, e prima che quel colosso veda la luce passerà ancora un bel po’. Tradotto: Fallout 5 è lontano, molto lontano, ma evidentemente nella testa degli sviluppatori è già un progetto enorme, mastodontico, quasi ossessivo.
Se guardiamo al passato, però, questa follia ha senso. Fallout 4 si finisce in circa 30 ore se vai dritto come un treno, ma chi vuole completarlo davvero ci butta tranquillamente 200 ore senza nemmeno accorgersene. Costruzione delle basi, quest secondarie, scelte morali, esplorazione e soprattutto mod. Un fottuto mare di mod. Bethesda lo sa benissimo e ci campa sopra da anni.
Lo stesso discorso vale per Skyrim, un gioco vecchio come il pane raffermo ma ancora vivo, giocato, smontato e ricostruito da una community che non molla un cazzo. Ed è proprio questo il punto: Bethesda non fa giochi da finire, fa mondi da abitare, da sporcare, da piegare alle proprie ossessioni.
E qui entra in gioco un altro fattore chiave: la serie TV. È ormai confermato che Fallout 5 sarà influenzato direttamente dal successo dello show prodotto da Amazon, con Todd Howard che ha già lasciato intendere che l’universo narrativo sarà più coeso, più riconoscibile e probabilmente più cinematografico. Non significa diventare un gioco guidato, ma dare un’identità ancora più forte a un mondo già iconico.
Pagliarulo ha anche chiarito una cosa fondamentale: Fallout 5 dovrà sembrare familiare, ma non vecchio. L’idea è evolversi senza perdere l’anima, senza restare bloccati nel passato come quei giochi che sembrano usciti da un museo invece che da uno studio moderno. Tradotto in modo brutale: stessi valori, ma meno ruggine inutile e più idee che funzionano davvero nel 2026 e oltre.
Ora la domanda vera, quella che interessa ai Sicarios, è una sola: 600 ore di cosa. Perché se sono 600 ore di fetch quest del cazzo, meglio lasciar perdere. Ma se parliamo di scelte che contano, sistemi profondi, fazioni che si odiano sul serio, mondi che reagiscono e mod supportate come si deve, allora sì, questa promessa diventa qualcosa di pericolosamente eccitante.

Fallout 5 non è dietro l’angolo, ma se davvero Bethesda sta puntando a un’esperienza così gigantesca, l’attesa potrebbe avere un senso. La vera sfida non sarà riempire il gioco, ma riempirlo bene. E voi Sicarios, sareste pronti a perdere 600 ore della vostra vita nel Wasteland, o vi sembrano già troppe anche solo da immaginare?

