The Game Awards 2025 il trionfo totale di Clair Obscur e una pioggia di annunci pesanti

Una notte infinita di premi trailer e hype senza freni

I The Game Awards 2025 sono stati lunghi, caotici, strapieni di roba e pure un po’ folli, ma una cosa è stata chiarissima fin dai primi minuti: questo è stato l’anno di Clair Obscur: Expedition 33. Non una vittoria di misura, non un “vabbè se la gioca”, ma una demolizione totale della concorrenza, con Sandfall Interactive che è salita sul palco più volte di quante Geoff Keighley abbia pronunciato la parola “world premiere”.

Otto premi. Otto. Un dominio che non si vedeva da anni, e che ha trasformato Clair Obscur nel simbolo videoludico del 2025, che piaccia o no.

Clair Obscur Expedition 33 il gioco che ha asfaltato tutti

Partiamo dal macigno. Gioco dell’anno: Clair Obscur: Expedition 33. E non solo. Miglior direzione artistica, miglior colonna sonora, miglior narrativa, miglior interpretazione, miglior debutto indie, miglior gioco indie. Praticamente se c’era una categoria con dentro la parola “qualità”, se la portava a casa lui.

Un RPG che ha convinto critica e pubblico grazie a un’identità artistica fortissima, una scrittura emotivamente devastante e un comparto sonoro da pelle d’oca, senza mai sembrare un prodotto costruito a tavolino per vincere premi. Qui non c’è fuffa, non c’è marketing tossico: c’è visione, e si vede tutta.

Jennifer English si prende anche il premio per la miglior interpretazione, con un discorso sincero, umano, che ha fatto sembrare tutti gli altri interventi delle marchette senz’anima.

I premi principali tra certezze e zero sorprese

Il resto dei premi ha seguito una linea piuttosto logica, senza scossoni clamorosi ma con alcune conferme pesanti:
Hades II si prende il miglior gioco d’azione, confermando che Supergiant non sbaglia un cazzo nemmeno quando fa sequel.
No Man’s Sky vince come miglior gioco continuo, perché dopo anni di lavoro folle è diventato praticamente un caso di studio.
ARC Raiders porta a casa il miglior multiplayer, Fatal Fight City of the Wolves domina nei picchiaduro e Counter-Strike 2 resta il re indiscusso degli eSport.

Il premio al gioco più atteso va ovviamente a GTA 6, e qui non serviva nemmeno aprire la busta. Era scritto nell’aria.

Control Resonant Remedy torna a fare sul serio

Uno degli annunci più pesanti della notte è stato Control Resonant, il sequel di Control firmato Remedy. Non uno spin-off, non una roba strana, ma un seguito diretto che mette Dylan Faden al centro della storia. Atmosfere ancora più disturbanti, identità visiva intatta e uscita fissata per il 2026 su PS5, Xbox Series e PC.

Remedy non ha fatto promesse inutili, ha mostrato poco ma quel poco bastava per far salire l’hype alle stelle, soprattutto per chi ama narrazione, mistero e mondi che ti guardano storto mentre giochi.

Divinity Larian fa tremare di nuovo il fantasy

Altro momento clamoroso: Divinity. Larian Studios torna alle origini e lo fa con un trailer cattivo, oscuro, simbolico, che rilegge i sette peccati capitali senza spiegarti un cazzo ma facendoti capire tutto. Dopo Baldur’s Gate 3, potevano adagiarsi sugli allori. Invece no. Hanno deciso di rilanciare.

Poche informazioni, ma una certezza: quando Larian annuncia qualcosa, il genere di riferimento deve iniziare a preoccuparsi.

Tomb Raider raddoppia e Lara Croft torna protagonista

Square Enix ha deciso di non fare le cose a metà e ha annunciato due Tomb Raider.
Il primo è Tomb Raider Catalyst, nuovo capitolo che avvierà una saga inedita con Lara Croft contro una società di cacciatori di tesori. Uscita nel 2027.
Il secondo è Tomb Raider Legacy of Atlantis, remake del primo storico capitolo. Nostalgia sì, ma fatta con criterio.

Una mossa chiara: rilanciare Lara sia per i fan storici che per una nuova generazione, senza fare porcate pigre.

Resident Evil Requiem Leon è tornato e non scherza

Altro boato del pubblico quando Leon S. Kennedy è apparso nel nuovo trailer di Resident Evil Requiem. Sì, è più vecchio. Sì, è più stanco. Ed è proprio per questo che funziona da dio. Capcom ha giocato bene le sue carte, mostrando abbastanza per gasare tutti senza spiegare troppo.

Una valanga di annunci uno dietro l’altro

Ace Combat Wings of Theve, Lords of the Fallen II, Phantom Blade Zero con data ufficiale, Total War Warhammer 40.000, Invincible VS, Highguard free-to-play, 007 First Light con Lenny Kravitz villain. Una lista infinita, con ritmi folli e zero pause per respirare.

Forse pure troppo. A un certo punto sembrava una mitragliatrice di trailer sparati in faccia allo spettatore.

Una grande edizione ma senza il colpo di grazia finale

I The Game Awards 2025 sono stati ricchissimi, spettacolari e dannatamente pieni, ma è mancato quel momento finale da mascella a terra, quello che ti fa dire “ok, hanno chiuso col botto”. Non è un difetto enorme, ma si è sentito.

Quello che invece non si discute è questo: Clair Obscur: Expedition 33 ha segnato un’epoca, e difficilmente ci si dimenticherà di questa edizione.

Ora la domanda è una sola, Sicarios: questo dominio ve lo siete goduto o avreste voluto vedere qualcun altro sul trono?