Caroline torna tra aghi, oscurità e difficoltà senza senso: bello da vedere, frustrante da giocare
I cileni di Dual Effect non mollano mai, porca miseria. Dopo aver tirato fuori dal nulla il primo Tormented Souls nel 2021 – un survival horror che sembrava sputato fuori direttamente dall’epoca d’oro di Resident Evil e Silent Hill – questi psicopatici tornano con Tormented Souls 2, già disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.
Il team è sempre lo stesso branco di ossessionati del terrore: i fratelli Gabriel e Germán Araneda Quijada, due pazzi cileni che lavorano come se fossero posseduti. Nessuna major alle spalle, nessun budget stellare: solo sudore, sangue e un amore patologico per gli horror vecchia scuola.
Il primo capitolo li aveva già fatti esplodere sulla scena, con la sua atmosfera malsana, le telecamere fisse e gli enigmi da sbattere la testa contro il muro. Ma con Tormented Souls 2 hanno deciso di alzare la posta in gioco: grafica potenziata, nuovi sistemi di illuminazione e un tono ancora più malato. È il ritorno di Caroline Walker, la protagonista più tormentata e incazzata dell’horror moderno, e stavolta la storia affonda ancora più a fondo nella follia.

Il gioco è uscito il 23 ottobre 2025 e ha già iniziato a spaventare mezzo pianeta. Su PC gira che è una meraviglia, su PS5 e Series X/S spinge come un dannato, con tempi di caricamento praticamente istantanei. Niente versioni old gen, niente compromessi: Dual Effect ha puntato tutto sul futuro e ha tirato fuori un titolo che non sembra affatto un “indie”.
La cosa più bella? Nonostante siano partiti come un piccolo studio sudamericano, questi bastardi hanno più carattere di molti colossi del gaming. Ogni dettaglio, ogni buio corridoio, ogni scricchiolio del pavimento dimostra che sanno perfettamente cosa vogliamo: un horror sporco, cattivo e senza filtri. E lo sanno servire con il sorriso di chi ti sta accompagnando all’inferno.
Le origini del terrore: la storia del primo tormented souls
Tutto comincia nel 2021, con Caroline Walker, una ragazza che riceve una fotografia misteriosa di due gemelle accompagnata da una frase inquietante. Curiosa come una dannata, decide di indagare e finisce nel Wildberger Hospital, un ospedale abbandonato che sembra uscito dal peggior incubo possibile. Appena arriva, qualcuno la colpisce, si risveglia in una vasca da bagno, nuda, senza un occhio e senza memoria. E da lì inizia la discesa all’inferno.
Tra corridoi bui, enigmi da mal di testa e mostri che paiono assemblati con pezzi di cadaveri, Caroline scopre la verità: le due gemelle della foto sono Anna ed Emma, e lei in realtà è proprio Emma, una delle due bambine scomparse anni prima. Il suo destino è legato a un antico culto religioso, a esperimenti folli e a un’entità chiamata Salvatore, capace di corrompere tutto ciò che tocca. Il gioco mischia realtà e visioni, passato e presente, in un trip mentale degno di Resident Evil e Silent Hill. Il finale cambia a seconda delle scelte, ma il messaggio resta lo stesso: non si scappa mai dai propri demoni, soprattutto se li hai dentro.

Il ritorno dell’incubo: Tormented Souls 2
Dopo tutto quello che ha passato nel primo capitolo, Caroline Walker prova finalmente a rifarsi una vita insieme alla sorella Anna Wildberger. Le due cercano un posto dove ricominciare, lontano dagli orrori di Wildberger Hospital, e così finiscono in un paesino dimenticato da Dio, Villa Hess, nel sud del Cile. Lì trovano una clinica gestita da suore, che promette cure, serenità e un po’ di pace dopo anni di inferno. Ma ovviamente, chi cazzo si fida delle suore in un horror?
Già dalla prima notte qualcosa va storto. Caroline si sveglia di soprassalto, la sorella non c’è più. Le stanze della clinica sono cambiate, il buio ha preso possesso dei corridoi e da quel momento inizia la discesa nell’incubo. Caroline parte alla ricerca di Anna, ma ogni passo la trascina più a fondo in una rete di segreti, sacrifici e maledizioni che affondano nella storia della loro stessa famiglia.
Le suore del convento, che a prima vista sembrano solo fanatiche religiose, le rivelano una verità da vomitare: il nonno delle due sorelle aveva stretto un patto con loro molti anni prima, e da quel momento Anna e Caroline appartengono alla congregazione. Non come pazienti, ma come offerte, come proprietà spirituale di qualcosa di oscuro e innominabile. È da lì che parte la vera follia.
Da quel momento la clinica diventa un inferno in terra. Corridoi che si deformano, statue che si muovono, preghiere che diventano urla. Caroline non può fidarsi di nessuno: ogni suora nasconde qualcosa, ogni angolo respira male. E mentre cerca disperatamente la sorella, si rende conto che ciò che ha davanti non è solo un culto, ma un piano preciso, scritto da anni, per completare il destino maledetto della loro famiglia.

Tormented Souls 2 non si limita a ripetere il primo: lo amplifica, lo deforma e lo fa sanguinare. L’atmosfera è più pesante, più viscerale e più inquietante. Caroline non è più la ragazza spaventata di un tempo: è una sopravvissuta pronta a spaccare tutto pur di salvare l’unica persona che le resta. E nel farlo, scopre che l’orrore non è solo negli altri, ma anche in lei.
Gameplay e meccaniche del terrore
Tormented Souls 2 non è un horror che ti tiene la manina, è un figlio di puttana vecchia scuola. Torni a vestire i panni di Caroline Walker, e stavolta tutto ruota attorno alla sopravvivenza dentro la clinica maledetta di Villa Hess. L’obiettivo è uno solo: ritrovare tua sorella Anna e uscire viva da quell’inferno. Ma il gioco ti ricorda subito che qui non c’è spazio per gli eroi: ogni passo è un rischio, ogni stanza può nascondere un mostro, e ogni risorsa va gestita come oro.
Le meccaniche riprendono lo stile del primo capitolo ma sono più raffinate. Ti muovi con lentezza, senti il peso di Caroline, e ogni volta che giri un angolo non sai mai se troverai una porta, un enigma o una creatura pronta a sbranarti la faccia. Il movimento è volutamente rigido, con la tensione che cresce mentre la telecamera ti fissa da angolazioni impossibili. I cambi di inquadratura fissi sono la firma del gioco: non puoi controllare la visuale liberamente, e questa mancanza di controllo è proprio ciò che ti incolla al pad col cuore che martella.
Il sistema di combattimento resta minimale ma efficace: poche armi, pochi colpi, tanta paura. Devi scegliere se affrontare o evitare, e spesso la fuga è l’unica mossa sensata. Gli enigmi sono bastardi come sempre, intrecciati con l’ambiente, con oggetti da raccogliere e combinare. Ogni puzzle risolto ti dà una boccata d’aria, ma solo per buttarti subito in un altro labirinto di follia.

Il gioco spinge forte anche sull’esplorazione. Niente mappe “guidate”: devi ricordarti i luoghi, tornare indietro, aprire porte che prima non potevi e collegare le zone come in un incubo circolare. La clinica non è solo un livello, è un organismo vivo che cambia mentre avanzi, con ambienti che si deformano e passaggi che si aprono solo dopo certe scoperte.
C’è anche la dimensione parallela, una realtà distorta che Caroline attraversa in certi momenti, dove tutto diventa ancora più malato. Le luci si piegano, il tempo sembra fermarsi e l’ambiente prende vita come se fosse un incubo cosciente. Qui gli enigmi sono ancora più bastardi e la percezione di spazio e tempo si frantuma.
In sostanza, Tormented Souls 2 è un tributo al survival horror puro: nessuna mappa semplificata, nessuna guida, nessun aiuto. Solo tu, la paura e la sensazione costante che qualcosa ti stia guardando. Dual Effect ha voluto farci soffrire, e cazzo se ci è riuscito.
Il primo Tormented Souls era costruito con Unity, un motore semplice ma efficace per quel tipo di progetto. Faceva il suo lavoro: grafica pulita, atmosfera riuscita, qualche limite tecnico evidente ma compensato dal design. Con Tormented Souls 2, i ragazzi di Dual Effect sono passati a Unreal Engine 5, e il salto tecnico si nota. Le luci, gli effetti particellari e l’illuminazione dinamica rendono tutto più credibile, anche se restano piccoli difetti tipici delle produzioni indipendenti.
In sostanza, il motore nuovo porta un netto miglioramento nella resa visiva e nella profondità degli ambienti, ma senza trasformare il gioco in un mostro grafico. È un passo avanti solido, coerente con le ambizioni del progetto, e basta. Né miracolo, né disastro.
Recensione di tormented souls 2 del Cartel del Gaming
Nonostante sia un nuovo capitolo e monti sopra un motore grafico diverso, la differenza si nota appena. Tormented Souls 2 è costruito su Unreal Engine 5, ma sembra non volerlo davvero sfruttare: le texture fanno pena, soprattutto nei filmati non giocabili, dove tutto appare piatto, rigido, quasi sporco ma non in senso artistico.
Il gioco parte male: Caroline Walker si risveglia nuda su un letto, circondata da decine di siringhe piantate nel corpo. Una scena che vorrebbe scioccare ma che finisce per sembrare un riciclo pigro del primo capitolo. Perché rifare lo stesso inizio, solo più gratuito? Nel giro di un minuto si riveste e si ricomincia come se niente fosse, quindi sì, probabilmente l’hanno messa così solo per il trailer.
La difficoltà stavolta è modificabile, puoi scegliere tra livelli più accessibili o più tosti, ma anche impostando la modalità facile il gioco non ti perdona. Munizioni limitate, nemici resistenti come muri e un sistema di combattimento che sembra godere nel farti soffrire. I mostri sono fastidiosi più che spaventosi, ti inseguono nei corridoi stretti pieni di porte chiuse e ostacoli, e la visuale limitata rende tutto ancora più frustrante.

Poi arriva la genialata del secolo: puoi tenere solo l’accendino o l’arma, mai entrambi. Quindi o spari nel buio totale o guardi bene il mostro mentre ti stacca la faccia. Una meccanica che vorrebbe creare tensione ma finisce per sembrare una punizione gratuita. Quando servono dodici chiodi di sparachiodi per buttare giù un solo mostro, non parliamo più di difficoltà, ma di sadismo.
Il bilanciamento è completamente sbagliato. Ci sono quelli a cui piace soffrire, e infatti il primo gioco, pare, avrebbe venduto circa 214.000 copie. Però il problema è che Tormented Souls 2 non punta a tutti: punta solo a quella nicchia di giocatori masochisti, quelli che amano titoli come Resident Evil vecchia scuola, Silent Hill e Dino Crisis. Tutti gli altri scapperanno dopo la prima ora.
La protagonista è adorabile, ma l’idea rimane grezza e riciclata. Il secondo capitolo è più grande, sì, ma anche più dispersivo, con un ritmo che non decolla mai davvero. La grafica è mediocre, e nonostante l’Unreal Engine, non c’è un vero salto di qualità: troppa oscurità, troppi ambienti spenti, troppa rigidità. È un gioco divertente da esplorare, ma non fa paura. L’atmosfera c’è, ma non basta: la tensione si spegne ogni volta che ti accorgi di quanto sia legnoso tutto.
L’impressione finale è chiara: la difficoltà non è una scelta, è un errore di design. Gli sviluppatori non sembrano aver bilanciato nulla, e quello che dovrebbe spaventarti finisce solo per farti imbestialire.
Eppure, nonostante tutto, Tormented Souls 2 resta un buon gioco. Ha il coraggio di continuare uno stile che tutti gli altri hanno abbandonato, e per certi versi funziona. Ma non impara dai propri sbagli, e questo lo inchioda. È un horror per pochi, per chi vuole sentirsi soffocare e bestemmiare davanti allo schermo. Per tutti gli altri, è solo un incubo che si ripete.
Ma ecco il nostro voto finale:


