Lo gnomo armato di ascia: la leggenda argentina diventata meme grazie a Mistero

Quando la TV italiana ha trattato un nano incazzato come se fosse la prova dell’esistenza del paranormale

Ok sicarios, sedetevi e respirate forte, perché oggi vi porto nel cuore del delirio. Una di quelle storie così assurde che ti chiedi se la gente avesse sniffato gesso prima di scrivere la scaletta. Stiamo parlando del famigerato gnomo armato di ascia, il nanerottolo più incazzato del Sud America, diventato leggenda grazie a un servizio del programma Mistero, che trattava la vicenda come se fosse la seconda venuta di Cristo in versione fantasy. Sì, avete capito bene: un tizio travestito da gnomo con un’ascia di plastica ha fatto impazzire il mondo, e la TV italiana ha deciso che era materiale da prima serata.

Ora, per chi non se lo ricorda o è troppo giovane per aver vissuto l’epoca d’oro dei servizi da mal di testa di Mistero, vi spiego il delirio. Tutto parte da un video argentino registrato di notte, con la classica qualità da Nokia del 2006 e il classico “oh mio Dio guarda lì” gridato da un gruppo di amici. Nel filmato si vede un coso piccolo, barcollante, vestito come un elfo ubriaco che esce da un cespuglio e, sorpresa delle sorprese, impugna un’ascia. Una scena degna di un corto girato con il budget di una merendina, ma abbastanza assurda da diventare virale prima ancora che “virale” fosse una parola cool.

La clip comincia a girare sul web, tra forum e catene WhatsApp (quelle che oggi sarebbero su TikTok con la scritta “INCREDIBILE NON CI CREDE NESSUNO”), e qualcuno in Italia pensa: “Oh raga, ma se ne parlassimo in TV? Con tanto di luci spente, musiche inquietanti e un esperto con la voce da prete dell’Apocalisse?”. E così arriva Mistero, il programma che riusciva a trasformare qualunque cagata in un caso soprannaturale. Non importa se era un riflesso, un piccione, o un ragazzino in costume da carnevale: per loro era sempre “una creatura misteriosa proveniente da un’altra dimensione”.

La puntata in questione è roba da museo. Immaginate la scena: luci soffuse, sigla inquietante, il narratore che parla come se stesse leggendo un messaggio divino. Sullo schermo passa il video sgranato, e una voce solenne dice: “In Argentina, alcuni testimoni affermano di aver visto una strana creatura… un essere di piccola statura… armato di ascia”. Nel frattempo, la regia zooma sul coso traballante che sembra un puffo epilettico e ci mette sotto una musica da thriller. Il tutto con esperti in studio che si interrogano seriamente su cosa possa essere, come se stessero analizzando la scena di un omicidio alieno.

E lì, fratelli miei, nasce la magia: il meme immortale. Perché quando prendi un video girato male, ci costruisci sopra un servizio da documentario di guerra e lo mandi in onda come se fosse “X-Files – edizione Pampas”, non puoi che creare leggenda. La gente su Internet ha cominciato a ridere così forte che ancora oggi, se scrivi su Google “gnomo armato di ascia”, escono solo video remix, parodie e battute tipo “quando ti svegli e scopri che qualcuno ti ha toccato la birra nel frigo”.

Il bello è che Mistero, nella sua santa convinzione, non ci rideva affatto. No no, quelli erano seri. Discutono, ipotizzano. Uno parla di “entità provenienti da un altro piano dimensionale”, un altro ipotizza “antichi spiriti della foresta”. Fratello, quello è un tizio vestito da pupazzo che corre in un campo di grano! Se fosse stato davvero un’entità ultraterrena, non credo si sarebbe fatto riprendere con un Motorola da due megapixel.

Ma è proprio questo il bello del trash: la totale mancanza di consapevolezza. Mistero riusciva a far sembrare anche il video di un piccione zoppo un segnale della fine del mondo. E così lo gnomo, con la sua ascia di plastica e il suo passo da ubriaco in curva, è entrato di diritto nella Hall of Fame delle idiozie trattate con troppa serietà.

Internet, ovviamente, ci ha messo il turbo. Meme ovunque, video remix con colonne sonore epiche, montaggi dove lo gnomo affronta i boss di Dark Souls, e pure teorie più deliranti delle fanfiction di complotti su Area 51. Qualcuno ha pure detto che lo gnomo era “un guardiano dimensionale”, un “folletto protettore del sottobosco”, oppure “un messaggero degli antichi spiriti”. No, fratè, quello è il tuo vicino di casa che si è vestito da stronzo per un video virale.

E qui entra in gioco il genio involontario di Mistero. Perché se c’è una cosa che amiamo del programma, è la sua capacità di trasformare l’idiozia in sacralità. Ti ricordi quando parlavano dei rettiliani come se avessero fatto il liceo con noi? O quando ti spiegavano che una scia in cielo era “la prova di un esperimento segreto”? Beh, lo gnomo armato di ascia è il re di quella casta: un simbolo di quanto fosse bella e delirante la TV di quegli anni, dove bastava un video sgranato per costruirci sopra un mistero cosmico.

Oggi, a distanza di anni, quella scena è diventata un cult assoluto. È una reliquia del vecchio Internet, quando si rideva per le cose semplici: un video scemo, un commento serio e la combo perfetta tra horror e comicità involontaria. Lo gnomo con l’ascia è la dimostrazione che il paranormale più grosso è credere ancora alla TV.

Eppure, ammettiamolo, una parte di noi ama ‘sta roba. Perché sotto sotto, chi non vorrebbe vivere in un mondo dove esistono piccoli esseri arrabbiati che vanno in giro a tagliare margherite col machete? È il sogno di ogni gamer, una versione IRL di un mob di Skyrim spawnato male.

Se ci pensate, è pure poetico: un video fatto per ridere, un servizio fatto per spaventare, e un risultato che ha fatto esplodere Internet. Lo gnomo armato di ascia non è solo una leggenda: è la prova vivente che la serietà applicata alla stronzata è la forma d’arte più potente che esista.

E voi, sicarios, ci avreste creduto? Avreste chiamato la polizia o vi sareste messi a ridere sputando birra sullo schermo? Perché se mai doveste incontrarlo, ricordatevi solo una cosa: non serve scappare. Basta offrirgli una birra e dirgli che Mistero non esiste più.