Le sorelle Wachowski hanno cambiato sesso e cambiato il cinema. Ma chi non ha capito Matrix è rimasto indietro di vent’anni.
Quando è uscito Matrix, nel 1999, ci siamo tutti gasati come bestie. Pioggia di proiettili, mantelli neri, kung-fu dentro i server, gente che vola e filosofia spiccia da liceali alternativi. Ma pochi hanno capito davvero che dietro a tutto quel casino visivo c’era un messaggio più profondo e, per molti, troppo scomodo da accettare: Matrix era un’allegoria sulla transizione di genere, ben prima che le sue creatrici facessero coming out.
Da Larry e Andy a Lana e Lilly: il risveglio reale delle Wachowski

All’epoca della trilogia originale, i registi erano conosciuti come i “fratelli Wachowski”. Anni dopo, è venuta fuori la verità: Larry è diventata Lana, e Andy è diventata Lilly. Due sorelle transgender che hanno rivoluzionato il cinema senza nemmeno saperlo del tutto, almeno non nel modo in cui lo vediamo oggi.
Lana ha fatto coming out nel 2012. Lilly ha seguito nel 2016. Due bombe a distanza che hanno fatto saltare per aria tutti quei fan retrogradi convinti che Matrix fosse solo “figate e rallenty”. E invece no, stronzi: Matrix parlava anche di identità, disforia, alienazione e scelta. Tutto ciò che una persona trans vive prima, durante e dopo la transizione.
La pillola rossa era una metafora, non uno slogan da incel
Uno dei simboli più iconici della saga è la cazzo di pillola rossa. Quella che ti fa “vedere la verità” e ti libera dalla Matrix. Ma nel tempo, questo simbolo è stato scippato da una banda di deficienti reazionari online – i famosi incel, complottari e suprematisti da forum – che lo usano per giustificare la loro misera visione del mondo.

Eppure, Lana Wachowski l’ha detto chiaramente: la pillola rossa rappresenta la scelta di abbracciare la propria vera identità, anche quando è dolorosa, anche quando ti isola dal resto del mondo. Esattamente come succede a tantissime persone trans. Prendere la pillola blu è vivere nella menzogna; la rossa è affrontare la verità, anche se fa male. Semplice. Crudo. Potente. Ma molti erano troppo occupati a spararsi le pugnette su Trinity per capirlo.
Neo, l’identità nascosta e quella sensazione di “non appartenenza”
Pensaci un attimo: Neo ha due identità. Una pubblica, noiosa e infelice (Thomas Anderson), e una segreta, potente e vera (Neo). Vive come un alienato, in un mondo che lo limita, che gli dice che non può essere altro rispetto al sistema. Quando si “risveglia”, scopre chi è davvero. È letteralmente una cazzo di parabola sulla transizione.
Non è un caso che il personaggio di Switch (nella sceneggiatura originale) doveva cambiare sesso dentro e fuori la Matrix, ma gli studios hanno tagliato quell’idea. Troppo avanti, troppo rischiosa per i codardi di Hollywood del ‘99.
Matrix Resurrections: il ritorno di Lana e il rifiuto dei vecchi fan
Quando nel 2021 è uscito Matrix Resurrections, molti fan di vecchia data hanno iniziato a piagnucolare come bambini senza merenda: “eh ma non è come il primo”, “troppo meta”, “non è più cool”. Stronzate. Il nuovo Matrix è una dichiarazione d’intenti, un gigantesco dito medio ai nostalgici che volevano solo più proiettili e meno concetti. Lana ha scritto un film che parla dell’industria che prova a fotterti il messaggio, dell’amore che resiste al tempo e, ancora una volta, del diritto di essere chi cazzo sei.

Il problema? Molta gente non vuole capire. Vuole solo il gioco di lucine, vuole spari, vuole Morpheus che fa il filosofo coi Ray-Ban. Il messaggio invece lo ignora, perché mette a disagio. Perché ti costringe a riflettere. E riflettere fa paura, soprattutto quando ti mostra quanto sei rimasto indietro.
Cosa ci insegna Matrix oggi
Matrix è un’opera sovversiva, coraggiosa e personale. È una saga che è cresciuta insieme alle sue creatrici. Non è perfetta, ok. Ha i suoi difetti, come ogni opera ambiziosa. Ma è viva, pulsante, incazzata. Esattamente come chi la ha partorita.
Chi ancora oggi fa lo sdegnato perché “i registi sono diventati donne” può tranquillamente infilarsi la pillola blu nel culo e tornare a dormire. Il mondo è cambiato. Il cinema è cambiato. E se sei troppo ottuso per accorgertene, non sei mai stato degno di chiamarti fan di Matrix.
Perché Matrix, alla fine, non è mai stato un film per tutti. Era per chi ha il coraggio di svegliarsi.
E voi, sicarios… avete già preso la pillola rossa o vi fate ancora comandare come pecore rincoglionite?

