Astronauti bloccati sulla ISS iniziano il processo di ritorno sulla Terra

Dopo nove mesi, Butch Wilmore e Suni Williams, gli astronauti bloccati sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), sono un passo più vicini al ritorno sulla Terra.

La missione Crew-10 di SpaceX è partita venerdì dal Kennedy Space Center, aprendo la strada al rientro agli astronauti bloccati, dopo aver viaggiato nella capsula difettosa Starliner della Boeing.

Il lancio, a bordo di un razzo Falcon 9 alle 19:03 ET (23:03 GMT), ha portato sulla ISS quattro nuovi astronauti secondo una rotazione programmata. Ciò consentirà a Wilmore e Williams, insieme all’astronauta della NASA Nick Hague e al cosmonauta russo Aleksandr Gorbunov, di tornare a casa mercoledì prossimo.

Come sono rimasti intrappolati?

Williams e Wilmore sono partiti il ​​5 giugno 2024 per la prima missione con equipaggio dello Starliner della Boeing, il cui obiettivo principale era testare il veicolo spaziale, che è stato presentato come un’alternativa fondamentale alla Crew Dragon della SpaceX, attualmente l’unica navicella spaziale che trasporta astronauti dagli Stati Uniti, dall’Europa, dal Canada e dal Giappone da e verso la ISS.

Arrivarono sani e salvi, ma la capsula spaziale 
aveva cinque perdite di elio , cinque propulsori di manovra non funzionanti e una valvola del propellente che non si chiudeva completamente.

Nelle settimane successive, la Boeing e la NASA condussero una serie di test sia nello spazio che a terra, utilizzando una replica dello Starliner, per risolvere i problemi tecnici che il velivolo aveva riscontrato. Ancora ad agosto, la multinazionale ha ribadito di essere fiduciosa che lo Starliner, sviluppato nell’ambito di un contratto NASA da 5 miliardi di dollari, avrebbe potuto riportare gli astronauti sulla Terra in sicurezza.

Tuttavia, sia la NASA che la Boeing alla fine lo ritennero troppo rischioso, così lo Starliner tornò sulla Terra senza equipaggio lo scorso settembre, lasciando Williams e Wilmore sulla ISS.

La missione Crew-10 di SpaceX, che ora riporterà a casa i membri dell’equipaggio bloccati, è stata circondata da polemiche. Personaggi come Donald Trump ed Elon Musk hanno accusato l’amministrazione di Joe Biden di aver abbandonato gli astronauti nello spazio per motivi politici. Tuttavia, Wilmore ha assicurato dalla ISS che il prolungamento della sua permanenza rientrava nella pianificazione della NASA per far fronte a eventi imprevisti.

Durante questi mesi, gli astronauti hanno continuato la ricerca scientifica e la manutenzione della stazione. Williams ha espresso entusiasmo per il ritorno dalla sua famiglia e dai suoi due cani dopo una lunga permanenza che, a suo dire, è stata più dura per i suoi cari che per lei.

Una missione con sfide tecniche

L’equipaggio 10, composto dagli astronauti della NASA Anne McClain e Nichole Ayers, dall’astronauta giapponese Takuya Onishi e dall’astronauta russo Kirill Peskov, è arrivato alla ISS sabato sera. La preparazione per questa missione ha dovuto superare problemi tecnici, come una perdita di carburante durante un recente lancio di SpaceX e il deterioramento del rivestimento dei propellenti della capsula Dragon.

Nonostante questi ostacoli, la NASA e SpaceX hanno collaborato per garantire la sicurezza della missione. Ken Bowersox, responsabile delle operazioni spaziali dell’agenzia, ha riconosciuto che SpaceX opera con un’agilità che la NASA ha difficoltà a eguagliare, ma ha sottolineato la forte collaborazione tra le due parti.

Gli effetti fisici e psicologici dei viaggi spaziali

Trascorrere lunghi periodi di tempo nello spazio comporta gravi sfide fisiche e mentali. L’esposizione alle radiazioni spaziali aumenta il rischio di danni al DNA, malattie cardiovascolari e problemi neurologici. Sebbene la ISS riceva una certa protezione dal campo magnetico terrestre, viaggiare oltre, ad esempio verso la Luna o Marte, comporta un rischio ancora maggiore.

La microgravità ha effetti evidenti anche sul corpo umano. Gli astronauti soffrono di perdita di densità ossea, atrofia muscolare e spostamento di liquidi nella parte superiore del corpo, che possono causare gonfiore del viso e problemi di vista. Inoltre, l’isolamento e le condizioni restrittive possono causare stress, disturbi del sonno e disturbi dell’umore.

Per attenuare questi effetti, la NASA conduce ricerche continue e ha sviluppato strategie come l’uso di attrezzature specifiche per l’esercizio fisico sulla ISS, studi sulla nutrizione e lo sviluppo di materiali avanzati per la protezione dalle radiazioni. Questa ricerca non solo è utile agli attuali astronauti, ma è anche fondamentale per le future missioni su Marte, dove le sfide saranno ancora più grandi.

Il ritorno di Wilmore e Williams segnerà la fine di un soggiorno inaspettatamente lungo, rafforzando l’importanza della pianificazione di emergenza nell’esplorazione spaziale.