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Trovata in Egitto una mummia con un cuore d’oro

Mentre esaminavano una mummia in Egitto, alcuni ricercatori hanno trovato al suo interno vari amuleti, tra cui un cuore d’oro all’interno del torace.

Prima di parlare della mummia con il cuore d’oro, bisogna ricordare che per gli antichi egizi, il momento della morte significava molto in termini culturali. 

Era abbastanza comune che i propri cari defunti, venissero mummificati e seppelliti con vari beni preziosi, che avrebbero dovuto proteggerli durante la loro transizione verso l’aldilà.

Tuttavia, un recente studio pubblicato su Frontiers in Medicine ha attirato l’attenzione dei ricercatori. Dopo aver esaminato una mummia di 2.300 anni, le analisi ha rivelato che questa conteneva una ricchezza di preziosi amuleti, inclusi alcuni posti all’interno del suo corpo.

Secondo gli scienziati, la scoperta di questa nuova mummia fornisce una delle migliori dimostrazioni delle credenze dell’antico Egitto sulla morte che siano riusciti a ottenere. La morte era considerata un momento di transizione verso un altro mondo, dove lo spirito si separava dal corpo mummificato e procedeva verso una perfetta forma di vita del defunto.

Tuttavia, secondo la visione religiosa di quella regione, questo percorso era considerato arduo e pieno di giudizi divini, dove solo i più meritevoli potevano andare avanti. Per questo i vivi cercavano di aiutare i defunti durante questo passaggio, decorando i loro corpi con amuleti e talismani protettivi.

La scoperta degli amuleti

Tre ricercatori dell’Università del Cairo hanno deciso di esplorare, come detto prima, il corpo di una mummia di 2.300 anni che si trovava nel seminterrato del Museo Egizio del Cairo, intatto dalla sua scoperta nel 1916. Usando una tecnica del “digital unwrapping”, gli scienziati hanno potuto avere una visione più approfondita.

L’esame delle immagini effettuato sulla mummia, ha rivelato che questa persona era stata sepolta con 49 amuleti, molti dei quali avevano la forma di parti del corpo, come il cuore e la lingua. 

Molti di questi amuleti erano fatti d’oro, mentre alcuni erano fatti di pietre semipreziose, argilla cotta o terracotta. Il loro scopo era proteggere il corpo e dargli vitalità nell’aldilà“, ha detto l’autore dell’analisi, Sahar Saleem.

Grazie alla TAC, i ricercatori hanno potuto verificare che la mummia fosse un’adolescente morta all’età di 14 o 15 anni, senza una chiara causa della morte se non per cause naturali. Il team di ricerca è rimasto colpito dall’amuleto di lingua d’oro posizionato all’interno della bocca e di uno a forma di cuore posizionato all’interno del petto del cadavere. 

Secondo gli studiosi, la lingua d’oro avrebbe permesso al ragazzo di parlare nell’aldilà, mentre il cuore d’oro sarebbe stato utilizzato per silenziare il suo vero cuore, permettendogli di riposare in pace. 

Sebbene le mummie di quest’epoca tendevano a non avere tutti i loro organi interni, il cuore era solitamente preservato poiché era considerato il centro della coscienza di una persona.

Analisi meno invasiva

L’Egitto ha subito estesi scavi nel XIX e all’inizio del XX secolo che hanno portato alla scoperta di migliaia di corpi antichi conservati, molti ancora avvolti e all’interno delle loro bare.

“Sin dalla sua apertura nel 1835, il Museo Egizio del Cairo è servito da deposito per questi reperti e il suo seminterrato è pieno di molte di queste mummie che sono state rinchiuse per decenni senza essere studiate o esposte”, ha affermato Sahar Saleem.

In passato, le bende venivano rimosse dalle mummie e i corpi venivano sottoposti a dissezione invasiva per scopi di ricerca.

“La tomografia computerizzata potrebbe essere un ottimo strumento per analizzare molti di questi resti senza danneggiarli, qualcosa che ci permetterà di approfondire “più la salute, le credenze e le capacità degli esseri umani nell’antichità”.

“La TAC rappresenta un significativo progresso in radiologia. Invece di utilizzare una singola immagine, centinaia di proiezioni di sezioni sottili (sezioni) del corpo, possono essere combinate per creare un modello tridimensionale completo”, ha concluso lo specialista.

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