Il massacro che sconvolse l’Ohio nella Pasqua del 1975

Negli anni ‘70 ad Hamilton (U.S.A.), una giornata di festa si tramutò in una carneficina. La Pasqua rosso sangue di James Ruppert, la follia allo stato puro.

La mente umana è quanto di più misterioso esista al mondo. Gesti folli e raptus omicidi sono all’ordine del giorno.

Purtroppo gli Stati Uniti conoscono bene questa realtà, nonostante abbiano a che fare con stragi e delitti di ogni tipo, certe tragedie restano indelebili.

Cosa spinge un uomo a sterminare l’intera famiglia, bambini compresi, il giorno di Pasqua?

James Urban Ruppert, un uomo come tanti

Partiamo dal principio, chi è James Ruppert?

Il protagonista di questo sconvolgente fatto di cronaca nasce a Hamilton, Ohio, il 12 aprile 1934 da Charity e Leonard Ruppert e ha un fratello, Leonard Jr., di 2 anni più grande.

Dopo la nascita del primo figlio, i Ruppert, avrebbero preferito una femmina per completare la famiglia, cosa che veniva fatta pesare a James in ogni occasione possibile.

Il padre era un uomo violento e anafettivo, sopratutto nei riguardi dei figli e la sua totale mancanza di empatia incise parecchio sull’umore di James, un bambino introverso è leggermente frustrato.

Nel 1947, quando l’uomo venne a mancare, il ruolo di capofamiglia passò a Leonard Jr., ma il clima familiare, invece di migliorare, peggioròulteriormente, almeno per James.

Ormai adolescente e nel pieno delle sue debolezze, il giovane, si vide costretto a subire la prevaricazione di un fratello maggiore che, invece di proteggerlo, non perdeva occasione per sminuirlo.

Compiuti i 16 anni, James fuggi di casa con l’intento di impiccarsi ad un albero con un lenzuolo. Il suo piano fallì e fece ritorno a casa rassegnato ad accontentarsi di ciò che la vita gli avrebbe offerto.

La vita di Rupper, l’inizio della storia


Gli anni passano e James è diventato un adulto. Tanti anni di una sottile violenza psicologica, lo hanno reso un uomo modesto è anonimo, insignificante e remissivo.

Rupert, forse proprio per le sue insicurezze, non aveva combinato molto nella vita. Lasciò il college dopo 2 anni e rimase in casa con la madre tutta la vita, non riuscendo a trovare una relazione stabile ne a mantenere un lavoro.

Ad aumentare il suo status di fallito, un investimento sbagliato lo portò a perdere gran parte del suo denaro, iniziò a bere e quando chiese un prestito alla madre, che non sapeva come restituire, rischiò di essere cacciato di casa.

Una vita disastrosa è costantemente messa a paragone con quella del fratello, l’uomo di successo per eccellenza.

Leonard Jr. si laureò a pieni voti e trovò subito un buon lavoro, si trasferì in una villa a Fairfield e sposò una bella donna, ex di James, con cui fece 8 figli.

Questa situazione di stallo, però, era destinata a volgere al termine, il momento di uscire dall’ombra e di avere i riflettori puntati su di se, sarebbe arrivato anche per James.

Che fosse stata la vita ad accanirsi con lui, o fosse lui stesso l’artefice dei suoi fallimenti, poco importa, per una maledetta volta, anche James sarebbe stato protagonista, in un modo o in un altro avrebbe vinto anche lui.


Arriva il 1975, l’anno della svolta, l’inizio della storia. James sta lottando contro la depressione e l’unico modo che ha per uscirne è reagire.

La Pasqua rosso sangue di Ruppert, fine della storia.

Tra febbraio e marzo del ‘75, il comportamento di Ruppert divenne insolito. Prese l’abitudine di recarsi sulle rive del Great Miami river di Hamilton con la sua 375 Magnum e dilettarsi al tiro al bersaglio sparando a lattine di birra.

Era solito a passare le notti in un locale della zona, usciva di casa alle 19.00/19.30 e rimaneva a bere ad oltranza. Dava confidenza a poche persone e anche con loro si apriva poco, tranne la sera del 29 marzo.

In quell’occasione James si lasciò andare con la barista, raccontando di come sua madre lo volesse sfrattare e che in qualche modo doveva risolvere il problema.

Alle 23.00 uscì dal locale per poi tornare un’ora più tardi e rimanere al bancone a bere fino alla chiusura, alle 2.30. Quando la barista, vedendolo andare e tornare gli chiese se aveva risolto qualcosa, lui rispose:”No, non ancora”.

Quello che accadrà da lì a qualche ora nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo. La qualcosa nella testa di James era già in atto, che si tratti di invidia o di vendetta poco importa, il momento di alzare la testa stava arrivando.

La Pasqua rosso sangue di Ruppert, raptus omicida o lucida follia?


30 marzo 1975, domenica, la famiglia Ruppert si sta preparando a festeggiare la Santa Pasqua, ma nessuno di loro sa che quel giorno rimarrà impresso nella storia di Hamilton e degli U.S.A. e che i protagonisti saranno proprio loro.

Leonard Jr., la moglie Alma e gli 8 figli, di età compresa fra i 4 e 17 anni, si recano a Minor Avenue, l’abitazione di James e Chanty, per la caccia alle uova di Pasqua.

James, dopo una nottata di bevute rimane a letto, al piano superiore fino alle 16.00, quando si alza, arma la sua 375 Magnum e 2 pistole calibro 22 e scende in cucina dove la madre e la cognata stanno preparando da mangiare mentre i bambini giocano in sala o all’esterno della casa.

Con la sua tipica calma e pacatezza è entrato in scena, ma sta volta, invece di passare inosservato ha scatenato l’inferno seccando sul colpo prima fratello, cognata e madre e poi i bambini.

Tutte le vittime hanno ricevuto da 1 a 3 colpi. È stato talmente deciso e disivolto che, nonostante abbia colpito 11 persone in un’area relativamente ristretta, nessuno ha avuto nemmeno il tempo di accorgersene e di reagire.

Terminata la carneficina, James è stato 3 ore a riflettere su ciò che aveva fatto, poi, senza neanche scomporsi più di tanto ha chiamato le autorità per autodenunciarsi.

Il caso Ruppert e i misteri della mente


Il mistero del massacro di Pasqua di Ruppert, non sta nell’atto in se o in un possibile movente, ma nella testa dell’assassino, anzi, dell’essere umano.

Cos’è che una mattina fa scattare qualcosa nella testa delle persone sfociando poi in follia pura?

C’è chi vede la luce e in preda ad una crisi mistica diventanta un santone, un asceta o decide di mollare tutto per seguire una setta di invasati.

E poi ci sono quelli che perdono la ragione, si armano e commettono una strage in un giorno di festa.

James Ruppert era frustrato, depresso, la vita è stata ingiusta con lui, anche se, per molti versi è stato lui stesso il responsabile dei suoi fallimenti. Non è facile però armarsi e sterminare un’intera famiglia, la propria famiglia.

Anni e anni di studi e sappiamo ancora così poco sulla psiche. Atti del genere non si possono prevenire, i misteri della mente sono quanto di più incerto ci sia.

Una cosa certa è che siamo una bomba ad orologeria e che potremmo esplodere in qualsiasi momento.

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About Nina Witch

Appassionata di mistero, occulto, e ufologia, ama i libri dedicati e impegna molte ore nello studio delle capacità umane, specialmente quelle sensoriali ed extra sensoriali

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