Oggi vi parlerò del progetro della NASA, per curare le malattie delle persone che, in futuro, colonizzeranno Marte.

La Terra sta diventando sempre più sovraffollata e c’è chi sostiene che Marte sarà, in futuro, popolato da esseri umani. Tuttavia, non significa andare lì e costruire cupole e accogliere i futuri abitanti, ma poter sopravvivere sul Pianeta Rosso è necessario pensare che quello dovrà essere un habitat vero e proprio.

Sebbene la scienza si sviluppi notevolmente rapidamente, oggi ci sono diverse sfide per la possibile sopravvivenza della specie umana su Marte. Nonostante questo rappresenti una fortissima volontà, è necessario riflettere tutte le componenti, prima di inviare esseri umani sul Pianeta Rosso.

Oltre all’alloggio, è essenziale garantire la progettazione di un habitat, affinché sia ​​possibile crescere e produrre cibo nutriente; tuttavia, anche la salute non può essere lasciata indietro.

Le medicine del Pianeta Rosso

Spedire medicinali su Marte sarebbe costoso e poco pratico, così come i prodotti alimentari a lungo termine. Questo perché gli astronauti non hanno modo di sapere in anticipo quali malattie avranno.

Infatti ci sono rischi, come gli effetti di una minore gravità sulla densità ossea e sulla massa muscolare, la potenziale esposizione alle radiazioni cosmiche, quindi l’elenco delle possibili patologie è troppo lungo. Inoltre, il viaggio tra la Terra e Marte richiede molto tempo, almeno 7 mesi; pertanto, l’invio di medicinali non è il metodo più appropriato quando si tratta di urgenza medica.

Un progetto della NASA chiamato Center for the Utilization of Biological Engineering in Space (CUBES), sta lavorando su questo tema del trattamento di possibili malattie su Marte, dal 2017.

Piuttosto che inviare astronauti con una fornitura definita e limitata di farmaci, gli scienziati hanno pensato a una soluzione più praticabile. In altre parole, i futuri abitanti di Marte saranno in grado di produrre da soli i medicinali di cui potrebbero aver bisogno.

Cioè CUBES sta cercando di sviluppare una soluzione, utilizzando strumenti e tecniche di biologia sintetica; questo è un campo scientifico che utilizza l’ingegneria per costruire nuovi organismi biologici necessari.

Una delle opzioni è lo stock di semi: i semi di una pianta, geneticamente modificata per produrre un medicinale, vengono inviati con gli astronauti.

Successivamente, una volta stabilita una colonia umana su Marte, gli astronauti potevano coltivare questi semi; da un lato, potrebbero usare e consumare la pianta per curarsi, dall’altro, estrarre la componente medicinale, purificarla e iniettarla, come accade sulla Terra.

Ma questo metodo non è per niente facile, infatti ci sono ben due sfide da affrontare, in primo luogo, estrarre dalle piante in modo economico ed efficiente, i composti che possono essere iniettati dagli astronauti in modo sicuro. In secondo luogo, determinare la quantità di farmaco che dovrà entrare nel flusso sanguigno, senza provocare effetti collaterali.

E voi cosa ne pensate di questo progetto della NASA, è fattibile? Scrivetelo sotto nei commenti.

Qua sotto vi lascio un articolo che parla dei robot di ricerca, presenti su Marte.

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About Marco Buoso

Marco ama i film d'azione, i grandi classici intramontabili ma anche le nuove serie come Casa di Carta e Narcos. Non solo si interessa al film o serie, ma ricerca curiosità su attori e notizie in anteprima.

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