Nei suoi viaggi tra l’inconscio e la psiche, Freud apre i cancelli della mente umana.

Sigmund Freud, è stato un pioniere negli studi delle patologie di natura psicologica, sottovalutate, se non addirittura ignorate fino ad allora.

Le sue teorie sull’inconscio e i conflitti irrisolti hanno rivoluzionato il pensiero occidentale, non solo in campo medico, ma anche filosofico, sociologico e letterale.

Ma chi era veramente? quali furono le sue teorie ? E come giudicava la civiltà dell’epoca il medico-filosofo che fondò la psicoanalisi? 

“Cosi come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza, nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l’attenzione.”

                                       Sigmund Freud 

 

Freud era un neurologo non convenzionale e un filosofo che non si è fatto mancare nulla in fatto di esperienze personali e professionali.

Chi è Sigmund Freud.

Sigismund Schlomo Freud nasce a Freiberg, nella Moravia-Slesia, regione dell’allora impero austriaco (oggi è la cittadina di Příbor e fa parte della Cechia) il 6 maggio del 1856 da Jacob Freud Amalia Nathanson

Nel 1877, all’età di 21 anni, cambia il nome in Sigmund.

 

Sin da giovane si appassiona alla cultura e alle scritture ebraiche, in particolar modo allo studio della Bibbia, anche se, diventa ateo e avverso ad ogni religione.

A 17 anni si diploma e riceve una menzione d’onore per le sue spiccate qualità intellettive e si iscrive alla facoltà di medicina dell’ Università di Vienna.

Si laurea nel 1881, in ritardo, in quanto durante gli studi, nasce un forte conflitto con gli insegnanti che non considera all’altezza, in più viene discriminano perché ebreo.

I primi lavori, le prime ricerche, le prime scoperte…

Post laurea, trova lavoro nel laboratorio di zoologia dove stringe amicizia con Josef Breuer e si avvicina al darwinismo. Dopo un paio d’anni si trasferisce all’istituto di fisiologia.

Conduce importanti ricerche nel campo neuro-istologico e dimostra che le cellule del sistema nervoso di vertebrati e invertebrati sono morfologicamente identiche.

Il bisogno di indipendenza economica lo porta ad accettare un lavoro triennale presso l’ospedale generale di Vienna in una clinica per pazienti affetti da turbe psichiche.

Nel 1884, durante il lavoro in clinica, inizia gli studi sulla Cocaina, sostanza allora sconosciuta, la sperimenta su di sé, su alcuni pazienti e scrive il libro: “Sulla Coca“.

Sigmund Freud e la Cocaina.

Dagli studi apprende che i nativi americani masticavano le foglie di coca per non sentire la fatica e alleviare i dolori e, dopo averla sperimentata su di sé, ne osserva gli effetti stimolanti.

A suo dire, gli effetti collaterali sono pressoché irrilevanti e prova a curare l’amico Ernest Fleischl,  diventato dipendente dalla morfina dopo una lunga terapia sul dolore.

Purtroppo la sperimentazione fallisce, l’amico diventa dipendente dalla cocaina con episodi di paranoia e allucinazioni e tutto ciò porta a Freud una macchia sul curriculum.

In parallelo, un altro ricercatore utilizza i suoi dati e sperimenta la cocaina come analgesico oftalmico ricevendo riconoscimenti internazionali.

Freud decide di abbandonare le sue ricerche, scrive il saggio “Osservazioni sulla dipendenza e paura da Cocaina” e smette definitivamente di farne uso e di prescriverla.

Sigmund Freud e gli studi sull’isteria. 

Nel 1885 inizia gli studi dell’isteria e vince una borsa di studio con cui si reca a Parigi dove conosce il dottor Jean-Martin Charcot che ha un forte impatto su di lui.

Impara ad alleviare i sintomi dell’isteria tramite ipnosi, ma al ritorno a Vienna, i risultati sui pazienti sono deludenti, tanto da attirare le critiche di molti colleghi.

Freud fu dipendente dalla cocaina dai 28 ai 40 anni e scrisse 2 libri sull’argomento oltre che prescriverla ai pazienti per disintossicarli dalla morfina.

Dopo qualche “caduta” arrivano le prime soddisfazioni!

Le vicissitudini professionali hanno portato Sigmund a rimandare più volte il matrimonio con la fidanzata Martha Bernays. Ma il 13 maggio del 1886, finalmente riesce convolare a nozze con grande soddisfazione per entrambi.

L’anno successivo nasce Mathildela prima di 5 figli, Anna, la più piccola, seguirà le orme del padre diventando un’importante psicoanalista.

Dopo il matrimonio anche il lavoro inizia a dare le prime vere soddisfazioni. Nel 1887 apre uno studio privato a Vienna utilizzando cure termali, elettroterapia e magnetoterapia.

Decide di integrare alle cure convenzionate l’ipnosi, ma non ottiene i risultati sperati nonostante un altro viaggio in Francia per affinare la tecnica.

Il 23 ottobre 1897 viene iniziato nella Loggia Massonica dei figli dell’Alleanza B’nai B’rith di Vienna (associazione filantropica ebraica) .

 

Sigmund Freud e la nascita della psicanalisi.

Un sogno fatto la notte fra il 23 e il 24 luglio 1895 da una paziente di Freud, riportato ne “L’interpretazione dei sogni“, segna la data della nascita della psicanalisi. 

Il sogno dell’iniezione di Irma” è stato l’inizio dello sviluppo della teoria freudiana sul sogno e prende il posto dell’ipnosi che fino ad allora non aveva portato i risultati sperati.

La prima volta in cui Freud usa il termine “psicanalisi ”  però è nel 1896, quando, dopo 10 anni di esperienza nelle psicopatologie, scrive 2 articoli sul metodo di ricerca e le terapie abbinate.

Nella prima conferenza avvenuta a Boston, Freud attribuisce il merito della nascita della psicanalisi agli studi del dottor Joseph Breuer da cui partirono le sue ricerche.

La psicoanalisi è la traduzione dal tedesco del neologismo impiegato da Freud dal 1896 per indicare:

 

-un procedimento per l’indagine di processi mentali altrimenti inaccessibili 

-un metodo terapeutico che trae le sue origini dall’indagine  psicoanalitica avente per fine la cura delle nevrosi 

-un insieme di concezioni psicologiche (teoria della psiche)

 

 

Sigmund Freud e gli psicoanalisti del nuovo movimento di pensiero del ‘900.

Nel 1909, dopo la pubblicazione dell’articolo “Morale sessuale e malattie nervose moderne”,riceve un invito ad un convegno negli Stati Uniti.

Si apre la prima delle “5 conferenze sulla psicoanalisi”,  vi partecipano Carl Gustav Jung, Sándor Ferenczi Ernest Jones.

Alla Clark University gli viene assegnato ufficialmente il titolo di Dottore e in quell’occasione ha modo di incontrare il filosofo  William James.

Il 30 e il 31 marzo 1910 ha luogo il Congresso di Norimberga, organizzato da Jung, considerato da tutti l’erede di Freud, in primis da Freud stesso.

Alfredo Adler Wilhem Stekel , invece, si occupano della rivista centrale di psicoanalisi, “Zentralblatt für Psychoanalyse” a cui presto viene affiancata “Imago“diretta da Freud.

In quel momento i circoli legati alla psicanalisi erano presenti un po’ ovunque nel mondo: Berlino, Vienna, Zurigo, Budaoest, Bruxelles, ma anche in Italia, Francia, Russia, Stati Uniti e Australia.

 

Sigmund Freud e Einstein.

È il 1926 e Freud, nel giorno del suo compleanno, fra le varie lettere di auguri, riceve anche quella di Albert Einstein.

Nel dicembre dello stesso anno, in occasione del suo viaggio a Berlino per rivedere figli e nipoti, Sigmund non perde l’occasione di incontrare Einstein per la prima volta.

Freud rimane piacevolmente colpito dal fisico, mentre Einstein, contrariamente a ciò che si crede, ritiene che i metodi di Freud siano dubbi se non fraudolenti.

Nel 1933, su richiesta della Società delle Nazioni, viene pubblicato un confronto fra i due sul “Perché della guerra?“. Einstein prende una posizione ottimistica, Freud vede l’aggressività radicata nell’uomo il fondamento di ogni guerra.

L’unico punto in comune, essendo entrambi ebrei, è la dissociazione dal sionismo che non appoggia lo Stato ebraico in Palestina sotto mandato britannico.

Sigmund Freud e Lou Andreas Salomè.

Lou Andreas Salomè, si confronta con Freud dopo alcune frequentazioni con Rainer  Maria Rilke, Friedrich Nietzsche Jung.

Ne rimane particolarmente colpito e rivede alcune delle sue teorie rimaste immutate fino ad allora come ad esempio la libido come motore dell’esistenza dell’uomo.

Pubblica “Psicologia e Metapsicologia“riconoscendo la dualità tra pulsione di vita e pulsione di morte.

Il rapporto con Jung tra ammirazione e disappunto.

Il rapporto Freud/Jung è stato studiato, psicanalizzato e considerato come una sorta di “Complesso di Edipo“. Jung, inconsciamente, riconosce nel suo maestro la figura conflittuale del padre.

I primi conflitti emergono già nel 1912 con la pubblicazione del testo “Trasformazioni e simboli della libido“di Jung e nella conferenza sulla psicanalisi tenutasi a New York lo stesso anno.

La differenze di vedute fra i due si fanno più evidenti l’anno successivo durante il 4°congresso dell’“Associazione Psicoanalitica” di Monaco, ma la rottura ufficiale avviene nell’aprile del 1914 con l’uscita di Jung dal movimento psicoanalitico.

Sostanzialmente ciò che li differenzia Freud e Jung è la concezione dell’inconscio.

 

Per Freud l’inconscio è sterile alla nascita e durante la vita si arricchisce con ciò che è dannoso per la coscienza, mentre per Jung la coscienza nasce dall’inconscio.

Jung, a differenza di Freud, tiene conto della persona e del suo contesto e attraverso un percorso di individualizzazione fonda la “Psicologia analitica“.

Purtroppo questa frattura persisterà nonostante Jung farà di tutto per proteggere Freud, così come gli altri psicoanalisti ebrei, dalla persecuzione antisemita.

L’esilio a Londra, l’ultimo capitolo della vita di un genio.

 Siamo nel 1933 e Hitler  prende il potere in Germania costituendo un problema per chiunque abbia origini ebree (e non solo), Freud incluso.

Il suo nome entra a far parte della “lista nera” degli autori le cui opere devono essere distrutte. La situazione però inizia a degenerare nel 1938 con l’entrata dell’Austria nel Terzo Reich.

La figlia Anna viene arrestata dalla Gestapo e i nazisti irrompono nella sua abitazione sempre più di frequente, il denaro per corromperli non basta più…è l’inizio della fine!

La legge sulla deportazione che precede quella sullo sterminio, sta per entrare in vigore, ma a Freud viene data un’ultima opportunità.

Nonostante la sua situazione economica sia in netto calo, riesce a pagare una somma per poter emigrare in Inghilterra e compilare una lista di persone da salvare da morte certa.

La lista comprende la moglie Martha, figli e nipoti, le domestiche e il suo medico personale con la famiglia.

Nella lista non include le sorelle pensando di farle partire in un secondo momento, ma questo non avverrà mai, moriranno nei campi di sterminio.

Nessuno in quel momento poteva immaginare la Shoah!

Freud, ormai apolide e in pessimo stato di salute, raggiunge Londra con lo status di rifugiato politico e qui trascorre gli ultimi giorni della sua vita.

Le ultime sofferenze prima di morire.

Freud si era ammalato di carcinoma della bocca negli anni ’20, nel 1923 aveva subito 2 operazioni per una leucoplachia al palato trasformatasi in epitelioma del cavo orale con metastasi ossee con quale ha convissuto 16 anni.

 

Dopo 32 operazioni gli asportarono la mascella che e per anni lavorerà quasi in silenzio, fino all’inserimento di una protesi.

 

Nel 1939 subito l’ultima operazione e la radioterapia prima di venire dichiarato inguaribile. 

 

La perdita di un figlio ed un nipote prima degli anni ’20, l’abuso di cocaina per diversi anni e la persecuzione nazista uccisero sicuramente sulla malattia.

 

Nonostante il cancro non smetterà di fumare 1 scatola di sigari al giorno fino alla morte.

Il 21 settembre 1939, dopo molte sofferenze, Freud chiama il suo medico, Max Schur e con un fil di voce pronuncia quelle che saranno le sue ultime parole.

  • Ora non è più che tortura e non ha senso, né parli con Anna, e se lei pensa che sia giusto, facciamola finita.

Affidandosi alla decisione della figlia, in comune accordo con il medico, alza gradualmente il dosaggio di morfina e nel giro di 48 ore si spegne nel sonno.

Il corpo di Sigmund Freud viene cremato dopo una cerimonia civile, le ceneri messe in un antico vaso greco e portate subito in un cimitero londinese.

In un secondo momento verranno trasferite nel tempio crematorio Golden Green dove verranno tumultate anche le ceneri della moglie nel 1951.

La residenza di Londra è nel quartiere Hampstead, nella zona Camden, vicino al centro di psicoanalisi dove lavorerà la figlia Anna.

Dopo la morte di Anna, la casa è stata trasformata in museo in memoria di Sigmund, per volontà della stessa Anna.

Sigmund Freud:genio e sregolatezza 

Freud era terrorizzato dal numero 62 e per un lungo periodo fu convinto che sarebbe morto a quell’età.

Possedeva migliaia di reperti archeologici, ma solamente 3 paia di scarpe, 3 completi e 3 paia di indumenti intimi

Durante le sedute di psicoanalisi  portava il suo cane Jofi, un chow chow a cui era attaccato morbosamente e che era convinto aiutasse i pazienti a rilassarsi.

 

La sua grandezza è  così riconosciuta che un cratere della luna porta il suo nome.

 

Gli studi di Sigmund Freud 

Che cos’è l’inconscio?

Secondo Freud la psiche di un soggetto è dominata dall’inconscio che è diviso in 2 zone:

-il preinconscio formato da contenuti temporaneamente inconsci che possono essere riportati alla luce

– L’inconscio Rimosso formato da elementi che sono mantenuti inconsci da una forza chiamata rimozione che può essere aggirata solo grazie a tecniche psicoanalitiche.

Come si accede all’inconscio?

Per portare l’inconscio alla consapevolezza, Freud inizialmente si affida all’ipnosi, poi al metodo delle “associazioni libere“.

La tecnica consiste nel far abbandonare il paziente ai propri pensieri che mano a mano vanno in direzione dell’inconscio.

L’efficacia della terapia avviene quando fra terapeuta e paziente avviene il transfert.

Transfert o translazione è il trasferimento sul medico di stati d’animo ambivalenti provati dal paziente durante l’infanzia nei confronti dei genitori.

La creazione della personalità.

Secondo Freud la personalità dell’individuo si crea a partire dall’equilibrio o squilibrio di 3 istanze inconsce:

– L’Es: la parte oscura, inaccessibile della nostra personalità, l’Es obbedisce l’inesorabile principio del piacere.

il Super-io: l’insieme delle proibizioni presenti nell’individuo nei primi anni di vita che accompagnano il paziente per tutta la vita.

L’Io: la parte organizzata della personalità  che equilibra le contraddizioni di Es, Super- io e mondo esterno.

Come si manifesta l’inconscio?

L’inconscio si manifesta in forma camuffata nei seguenti modi:

Sogni : il contenuto manifesto del sogno cela un desiderio nascosto, inaccettabile che viene censurato e trasformato in una forma diversa. Interpretare i sogni significa, dunque, scorgere ciò che l’Es non è riuscito ad esprimere in forma diretta.

– Contrattempi quotidiani :  Contrattempi, lapsus e dimenticanze, costituiscono un compromesso tra l’intenzione  conscia e quella inconscia. Perdere un oggetto, ad esempio, succede perché si associa ad esso un sentimento negativo.

Sintomi nevrotici  :come nel sogno, anche il sintomo nasce dagli impulsi che l’Es esprime in altre forme. Secondo Freud tali impulsi sono sempre di origine sessuale.

– Arte : anche l’arte è un soddisfacimento di un desiderio inconscio e costituisce la più alta forma di sublimazione. Si costringe lo spettatore a fare i conti con se stesso, risvegliando qualcosa di familiare che è stato rimosso. Sostanzialmente è un’altra forma di terapia.

– Religione: per Freud le rappresentazioni religiose sono appagamenti dei desideri più antichi, forti e pressanti dell’umanità e corrispondono al bisogno infantile di sentirsi protetti nella propria vita.

Una società senza regole è possibile?

Secondo Freud la società da origine ad un “Super-io collettivo fatto di norme e di divieti”in cui se le aspettative non sono soddisfatte, si genera nell’individuo uno stato d’ansia.

In più la sessualità, sul lavoro o in ambiti di interazione socialmente accettabili viene deviata.

Nonostante tutto, l’uomo, per natura aggressivo, non sarebbe in grado di vivere un’esistenza sicura e appagante in una società senza regole. Freud, quindi, sostiene che l’uomo per vivere un’esistenza equilibrata ha bisogno di uno stato che mitighi i suoi istinti primordiali.

Il ritorno di Sigmund Freud?

Questa, a grandi linee,è la storia dell’uomo che ha iniziato il mondo alla conoscenza dell’io, ma si sa certi personaggi non muoiono mai.

Dalla fine di marzo di quest’anno, su Netflix, va in onda la serie televisiva tedesca “Freud”che ha riportato l’attenzione sul padre della psicanalisi.

La prima stagione, divisa in 8 episodi, tra la realtà e immaginazione, vede un giovane Freud vestire i panni di un “Dylan Dog” di fine ‘800.

In realtà c’è molto molto di più, ma sarebbe un peccato svelare qualsiasi particolare, visto che la serie è appena iniziata!

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Appassionata di mistero, occulto, e ufologia, ama i libri dedicati e impegna molte ore nello studio delle capacità umane, specialmente quelle sensoriali ed extra sensoriali

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