Il legame tra Pokèmon e Ambiente. Tra Greta Thunberg e l’ormai nota challenge dello youtuber MrBeast, il 2019 e il 2020 sono anni con a cuore il tema ambiente. Nintendo, sin dagli albori, negli anime e nei videogiochi trasmette costantemente messaggi di cura ambientale, col mondo Pokèmon.

Come? Non conoscete MrBeast? Non sapete la challenge tutt’oggi in vigore? Fermiamo i carri. Un momento, momento, momento (cit). Jimmy Donaldson, in arte MrBeast, è uno youtuber e vlogger americano. Principalmente è noto per le sue esorbitanti donazioni a streamer di varie piattaforme… si può quindi dire che i soldi non gli mancano. Tra le tante challenge, una che sta particolarmente a cuore allo youtuber, è l’obiettivo (ormai più che ben superato), di piantare 20 milioni di alberi. Ad oggi è uno dei suoi più grandi progetti fatti fino ad ora (e utile). Il concetto è semplice, le persone donano a una fondazione “n” dollari (tranquilli, non vi facciamo la lezione di algebra lineare), e per ogni dollaro devoluto, verrà piantato un albero. L’associazione si chiama TeamTrees.

“per n dollari devoluti, piantiamo un albero”. Questa è la promessa di TeamTrees.

 

Dopo questo piccolo pippone neomelodico, passiamo al concreto, e al focus principale dell’articolo.

Da accanito giocatore delle serie Pokèmon, risulta interessante vedere come il rispetto ambientale viene implicitamente o esplicitamente trasmesso, sia negli anime, sia nei videogiochi in se. Il legame pokèmon e ambiente, quindi, si considera tangibile, e con un po’ di sforzo, concreto.

Citando, banalmente, la serie Pokèmon Mystery Dungeon, è interessante osservare come nel primo titolo per DS, già appaiano tracce di rispetto ambientale. Nello specifico, l’imminente possibilità di una caduta di un meteorite, che potrebbe stravolgere l’ambiente e mondo Pokèmon. La nota squadra di soccorso, quindi, si metterà in viaggio presso una dimensione distorta, per fermare questa calamità.

Anche la conformazione dei pokèmon, se vogliamo, comunica la sua. Infatti, pensiamo un attimo a come è conformato Corsola. 3, 2, 8… eh sì, è un corallo! Un collegamento di pertinenza, quindi, è la barriera corallina, un capolavoro meravigliosamente unico, che deve essere protetto e tutelato.

Pensiamo poi a Grimer, o Muk, i pokèmon tossiconi. Lui, loro, questi pokèmon, si nutrono di tutti gli elementi tossici che trovano, e li rendono innocui, cristallizzandoli nel loro corpo.

 

Dal Pokèdex: I Muk sono formati da una densa melma altamente tossica. I Muk di Alola sono di colore verde, giallo, blu e rosa, inoltre il loro corpo è pieno di schegge, che sono in realtà tossine cristallizzate. 

 

Pensiamo poi a quanto sta accadendo attualmente in Australia. Migliaia e migliaia di ettari stanno bruciando, le case degli animali stanno svanendo. Una correlazione a questo tema, è una tra le tante scene dei film pokèmon, dove si vede un pokèmon leggendario, che dona la sua vita, per ridare equilibrio alla foresta in preda alle fiamme.

Ci sono poi innumerevoli pokèmon che fanno rinvigorire i fiori appassiti e rinsecchiti, che si prendono cura dei terreni comuni, del loro habitat… si prendono costantemente cura del loro ambiente.

Insomma, ogni pokèmon ha la sua funzione, e fanno di tutto per garantire equilibrio ad ogni loro regione. Dovremmo pensarci pure noi, a fare come loro.

La Terra, (o, se vogliamo, pokemonicamente parlando, Galar, Kanto, Unima…) è l’unico pianeta che abbiamo, e con ciò, dobbiamo fare il possibile per rispettarlo. Quindi, prima di pensare ad inquinare altri pianeti, sistemiamo, per quanto possibile, prima il nostro.

Interessante è concludere l’articolo con un aforisma, direttamente pronunciato dal noto Andy Warhol:

Credo che avere la Terra e non rovinarla, sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.

 

Andy Warhol

 

 

E, infine, una recentissima canzone del producer e DJ Alan Walker, con la collaborazione di Sofia Carson, e K-391. Si, sto parlando di Different World. Nel seguente link, c’è la versione col discorso di Severn Suzuki, che quasi 30 anni fa, tenne un discorso alle Nazioni Unite, a soli 12 anni. Era il Giugno 1992, durante il Summit delle Nazioni Unite, tenutosi a Rio.

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