Un saluto a tutti, cari amanti del mistero, adesso vi volevo parlare di una delle tante creature più famose della mitologia greca e romana, i ciclopi.

Secondo Omero, nel suo famoso poema,L’Odissea,narra di una leggenda che ha luogo anche in Sicilia,dove abitavano i ciclopi ed i lestrigoni,non si sa molto di loro, tranne che erano un mitico popolo vissuto in Trinacria durante l’età dell’oro di pari passo con i giganti.

I ciclopi, per Omero sono  descritti come creature antropomorfe gigantesche e con un solo occhio a forma circolare al centro della fronte, da cui deriva l’etimologia della parola che vuol dire occhio rotondo.

Sono descritti rozzi, incivili, bestiali e dalla forza bruta.

Polifemo è senza dubbio il ciclope più famoso della storia ed è descritto come il figlio di Poseidone, dio dei mari per la mitologia greca e della ninfa Toosa.

Quest’ultimo aveva anche altri fratelli ma lui era il più giovane di sette.

I ciclopi per Omero erano pastori ignoranti senza la conoscenza per l’agricoltura, ma erano molto bravi a pascolare i greggi ed a produrre formaggi.

Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia, si era trovato a passare dall’isola dei Ciclopi, sicuramente la Sicilia, perché è descritto che vivevano dentro l’Etna, dove loro facevano i pastori e raccoglievano i frutti che nascevano dal terreno.

Quindi si nutrivano anche di frutta spontanea poichè durante l’età dell’oro la frutta nasceva ovunque ed in abbondanza.

Ulisse si trova con i suoi amici dentro la caverna dove riposava Polifemo, che li scopre ed inizia a divorare alcuni dei dodici amici.

L’eroe greco infabula Polifemo facendogli assaggiare il vino che aveva nell’otre,versandolo in una ciotola.

Polifemo chiese un’altro bicchiere e gli domandò il nome, Ulisse fermamente disse che il suo nome è Nessuno.

Polifemo gli da retta e bevendo un altra ciotola di vino, si ubriaca accasciandosi a terra dormendo.

Ulisse prese un tronco di ulivo e ne affila un’estremità,brucia la punta e con l’aiuto dei suoi amici lo acceca.

Polifemo si sveglia tutto dolorante e grida aiuto ai suoi fratelli, che corrono da lui, ma nel dire; “Chi è stato?”, Polifemo disse; “Nessuno, mi ha accecato!”

I suoi fratelli lo prendono in giro e se ne vanno lasciandolo soffrire. Poseidone infuriato rende difficile il tragitto di ritorno ad Itaca, per vendicare suo figlio.

I ciclopi dell’antichità, coloro che stando dentro il cratere dell’Etna aiutavano Efesto a costruire i fulmini per Zeus, erano tre e si chiamavano; Bronte il tonante, Sterope il lampo e Arge lo splendente ed erano tutti e tre figli di Udano, personificazione del cielo e di Gea, personificazione della Terra.

Secondo la genetica, esiste una rarissima malattia chiamata ciclopia,ci sono soltanto 30.000 casi di neonati nati vivi. Perchè difficilmente si riesce a vivere per lungo tempo con quella deformità facciale.La ciclopia sarebbe una mancata formazione della scatola cranica e del cervello,hanno solo un emisfero e quindi un unico occhio al centro della fronte.

Non hanno un naso, perché geneticamente non è possibile, a volte hanno una proboscide non funzionante sulla testa. Probabilmente respirano solo dalla bocca.E’ un completamento dell’olorosencefalia e difficilmente arrivano all’età adulta, per problemi respiratori. Oltre a casi umani con ciclopia, sono stati trovati anche casi di agnelli, cani, gatti ed altri animali, soprattutto cordati, affetti da questa patologia.

C’è stato un raro caso di uno squalo albino nato ciclope.

Ultimamente su Facebook gira un video di un cucciolo appena nato di capra con la ciclopia,questo è avvenuto in India, me ne sono reso conto dagli abiti che indossavano i pastori.

Questo è tutto quello che so riguardo i ciclopi e la ciclopia, prendete tutto quello che vi ho appena scritto al pari di teorie ma sappiate che per ogni fiaba e leggenda, c’è sempre un fondo di verità, con questo è tutto, un abbraccio dal Gran Mitico/ Luigi Sauro.

 

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